Il Denina Pellico Rivoira alla presentazione della mostra Fascismo, foibe, esodo: le tragedie del confine orientale
Venerdì 20 febbraio la classe VB AFM dell’Istituto Denina Pellico Rivoira ha partecipato, presso il Monastero della Stella, all’incontro propedeutico alla mostra Fascismo, foibe, esodo: le tragedie del confine orientale. La mostra, costituita da pannelli esplicativi, tratta il tema delle foibe e del successivo esodo giuliano dalmata ed è esposta in queste settimane nei vari istituti superiori del saluzzese. L’incontro è stato condotto da Sandro Capellaro. Erano presenti i dirigenti e gli studenti di alcune classi del Denina Pellico Rivoira, del Soleri Bertoni e del Bodoni accompagnate dai loro insegnanti. L’incontro si è aperto con un’introduzione sull’argomento di Paolo Allemano, presidente provinciale dell’ANPI Cuneo, ed è proseguito con il collegamento con l’Istituto Carducci Alighieri di Trieste, da cui sono intervenuti tre studenti e il loro insegnante, prof. Gabriele Donato. Gli studenti hanno svolto una approfondita ricerca, attraverso articoli
di giornali d'epoca, letteratura storiografica, documentazione giudiziaria e interviste, sui fatti che si verificarono a Trieste nel 1969 e, soprattutto, nel 1974, quando furono piazzate delle bombe nella scuola slovena di San Giovanni da attentatori mai identificati. La ricerca è sfociata in un saggio dal titolo, appunto, La scuola nel mirino: l’attentato del 1974 alla scuola slovena di san Giovanni a Trieste. Il prof. Donato e gli studenti in collegamento hanno sottolineato la necessità di una targa per commemorare questi episodi probabilmente causati, a seguito degli accordi di Osimo, da attentatori di gruppi estremisti che non volevano riconoscere la componente slovena della cittadinanza di Trieste. I ragazzi che hanno svolto la ricerca sono consapevoli del fatto che sia necessario lavorare ancora per arrivare a un’integrazione reale fra le parti slovena e italiana presenti nella città e ritengono che far riemergere questi episodi possa rappresentare un passo in questa direzione. L’incontro è continuato con il collegamento con Gigi Garelli, direttore dell’Istituto storico della Resistenza della provincia di Cuneo. Garelli ha ragionato su alcuni temi legati agli episodi delle foibe ma sempre attuali, fra cui l’importanza delle giornate del Ricordo (con riferimento a quella particolare delle vittime delle foibe il 10 febbraio), la differenza fra il concetto di nazione e quello di nazionalismo (quest’ultimo conseguenza di un sovranismo esasperato che porta sempre a esiti catastrofici e le foibe sono state il frutto di questa esasperazione) e l’idea di confini, che spesso rappresentano separazioni effettive con conseguenti stravolgimenti e conflitti, specialmente, come la storia ci insegna, se tracciati a tavolino. L’incontro è stata una concreta possibilità di ragionare su episodi che hanno interessato la nostra storia passata ma che hanno ancora ripercussioni nel presente.





