Le quinte del Denina Pellico Rivoira incontrano i rappresentanti dell’ANPI Saluzzo Valle Po
Anche quest’anno i rappresentanti dell’ANPI Saluzzo Valle Po hanno incontrato i maturandi dell’Istituto Denina Pellico Rivoira di Saluzzo: il 22 aprile le quinte del Pellico presso la sede Pellico e il 20 maggio le quinte dell’Itis e del Denina presso la sede Rivoira a Verzuolo. I relatori, la vicepresidente sezionale Patrizia Frusso e il presidente dell’ANPI Saluzzo Valle Po Giorgio Rossi e nell’incontro al Pellico anche dario Carli, hanno saputo mantenere viva l’attenzione e la partecipazione degli studenti rispondendo alle loro domande e interagendo in modo competente e accattivante. Sono stati vari gli argomenti affrontati. Partendo da un’introduzione storica sui fatti accaduti in Italia dopo l’8 settembre il discorso è proseguito sulla formazione delle bande partigiane nel nord Italia in mezzo al caos dovuto alla mancanza di ordini chiari da parte del Re Vittorio Emanuele III e del maresciallo Badoglio fuggiti a Brindisi. Interessanti i particolari e le curiosità sulla vita quotidiana nel periodo della guerra: il pane fatto con la farina di carrube e la segatura, i piatti meno sporchi lavati per primi nella tinozza in modo da poter pulire anche i più sporchi, i vestiti rivoltati per poter essere riutilizzati, le tessere annonarie, la carta da zucchero sulle finestre durante le ore del coprifuoco. Le domande hanno poi condotto i relatori a raccontare della vita dei partigiani e della gente che li aiutava con particolare attenzione verso le figure delle donne combattenti locali: Maria Luisa Alessi, Maria Airaudo, soprannominata Mary, una delle poche testimoni vive delle prime donne che han votato. La zia stessa di Patrizia Frusso, Lucia Frusso, quindicesima brigata Garibaldi Saluzzo, è stata riconosciuta come Partigiana combattente: denunciata a 17 anni, è rimasta 3 mesi nelle carceri della Castiglia. Scarcerata e portata in montagna dai fratelli dovette sottoporsi a delle operazioni per delle mastiti conseguenti alle botte subite in quei mesi. Rossi ha poi ricordato l'esecuzione di Andrea Aimar, giovanissimo partigiano originario di Revello, impiccato in piazza Cavour a Saluzzo dove gli insegnanti erano costretti a portare gli studenti per fare vedere il corpo, e il rastrellamento dell’aprile del ‘44 sopra Casteldelfino da cui 11 partigiani scesi in valle Po e ricordati con una lapide a Croce Bulè sopra Oncino, furono uccisi dai tedeschi e altri 13 scesi a valle furono fucilati a Melle dai fascisti. Toccante anche il momento in cui lo stesso Giorgio Rossi ha raccontato di quando, a Ivrea, dove viveva con la famiglia, i fascisti sono entrati in casa per prendere suo padre terrorizzando lui, di appena tre anni, e la sua giovanissima madre.
L’incontro si è concluso con una riflessione sull’importanza di una partecipazione politica attiva da parte dei ragazzi che non devono restare indifferenti al contesto che li circonda ma devono mantenere vivo uno spirito critico e una capacità di analisi lucida confrontandosi e documentandosi con tutti i mezzi a loro disposizione.





