Podcast Amleto Bertoni

Nella mattinata di mercoledì 15 aprile 2026 le classi 4C e 4E dell’Istituto “Denina” hanno potuto assistere alla narrazione della storia di Amleto Bertoni elaborata dal podcaster Lorenzo Baravalle.

Nella sala conferenze del Quartiere, ex Caserma “M. Musso”, ha ripreso vita la figura dell’importante manager che ha saputo diffondere lo “stile saluzzese” in tutto il mondo nella prima metà del Novecento. Basti pensare che tra i clienti della Ditta Bertoni figuravano la principessa Carlotta di Monaco e Giugiaro. Un modello della scrivania “diplomatica” dell’artigianato Bertoni è esposta al Quirinale.

Bertoni nasce a Faenza nel 1875. Seguendo le orme del padre, a 16 anni, inizia la professione di sarto e va a Parigi ad apprenderne l’arte. E’ l’età della Belle epoque e la capitale parigina è un centro vivo di incontri ed esperienze. All’inizio del ‘900 il giovane Amleto rientra a Faenza dove lavora nella sartoria paterna a cui giungevano numerose commesse da parte dell’esercito. Non si conoscono le ragioni per cui ad un certo punto egli si sposti a Napoli, a Verona e infine a Saluzzo. Un’ipotesi è la presenza della cavalleria dell’esercito che necessitava di uniformi. Confeziona camicie per l’esercito impegnato nella Prima Guerra Mondiale e la Ditta Bertoni riceve una menzione su una pagina del Corriere Nazionale. Terminato il conflitto Bertoni prova a convertire la produzione di uniformi militari in quella di abiti in grandi serie. Ma il progetto fallisce. A questo punto decide di dedicarsi alla passione che fin da giovane lo aveva accompagnato: in Via Griselda a Saluzzo apre una bottega artigiana, attività che proseguirà per 50 anni. Separa il settore dell’artigianato dall’antiquariato, fa studiare e specializzare i suoi artigiani perché come disse Pin Farina “sapere è potere”. Qualsiasi pezzo, una porta da ristrutturare, diventa un’opera d’arte che fa conoscere lo “stile Bertoni” prima in Piemonte e poi a livello nazionale. E’ un manager lungimirante, accoglie nei laboratori di falegnameria i piccoli orfani dell’istituto “Gianotti” che fa affiancare dai suoi operai e garantisce loro un futuro lavorativo. Il 21 dicembre del 1952 il “Commendatore” come era solito farsi chiamare ricevette il riconoscimento di “cavaliere” del lavoro conferitogli dall’allora Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. L’incontro si è rivelato per i ragazzi un’opportunità per conoscere meglio un personaggio importante per la realtà del territorio, emblema di perseveranza e impegno